venerdì, febbraio 03, 2006

"Il denaro vi ha fatto piegare alle pressioni di Pechino", accusa il deputato Tom Lantos.

Washington (USA) - Gli affari sono affari, negli Stati Uniti: in Cina possono essere anche guai seri, specialmente quando la corsa all'oro segue un percorso che calpesta i diritti umani. Il parlamento americano ha perciò condannato aspramente il comportamento di Microsoft, Google, Cisco e Yahoo!, colossi industriali accusati di essere scesi a compromessi con i diktat della Repubblica Popolare Cinese, patria della censura totale su Internet. L'amministrazione di Washington ha accusato queste grandi multinazionali di avere anteposto il profitto al valore supremo della libertà d'espressione, cardine costituzionale degli Stati Uniti sin dalla Dichiarazione d'Indipendenza.

Ma guarda tu sti americani, si permettono anche di fare i perbenisti.
CHI SEMINA VENTO RACCOGLIE TEMPESTA!

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